Le geishe, una particolarità della cultura giapponese
Cosa c’è di più misterioso di una geisha? Dietro la sofisticatezza del trucco, dell’acconciatura e del kimono, le geishe (chiamate geiko a Kyoto) nascondono molti segreti! Queste donne particolari, vere muse giapponesi, sono prima di tutto delle donne d’arte che dedicano la loro vita alla pratica delle discipline artistiche. Sono delle vere e proprie dame di compagnia giapponesi, che hanno il compito di intrattenere i loro clienti con il canto, la danza, la musica e la conversazione. Ma attenzione, quella della geisha è una professione e non tra le più semplici!
Carpe Koi
Nella cultura orientale e più nello specifico in quella giapponese, la carpa koi è un animale molto apprezzato e stimato, non solo per la sua bellezza come pesce colorato ma soprattutto per quello che simboleggia ovvero principalmente la perseveranza. La carpa è inoltre evocativa della fedeltà nel matrimonio e buona fortuna in genere.
La carpa (“Koi” in giapponese appunto) è sempre in movimento ed è considerata uno dei pesci con più energia e forza. È inoltre in grado di nuotare controcorrente, e ciò viene interpretato sia come una rappresentazione anticonformista (la forza di non seguire la corrente, bensì di seguire la propria via indipendentemente dal resto) che come forza di superare le avversità.
Manki Neko
Il maneki neko (招き猫? lett. “gatto che chiama”), anche noto come “gatto della fortuna”, è un portafortuna giapponese, che raffigura un gatto intento a chiamare a sé lo spettatore. Ad alcuni può sembrare che il Maneki neko stia salutando: i giapponesi però, a differenza di altri popoli – ad esempio degli americani –, usano chiamare verso sé con un cenno tenendo la mano alzata, con il palmo verso l’esterno, e piegando le dita verso il basso riportandole in alto ripetutamente; la posa del gatto emula esattamente questo gesto. Secondo la cultura giapponese queste sculture porterebbero fortuna, dato che secondo molte leggende locali ogni volta che un gatto assume questa posa sul suo proprietario si riverserà una vasta dose di fortuna.
Daruma
Le bambole daruma (達磨?, daruma), dette anche bambole dharma, sono figurine votive giapponesi senza gambe né braccia, che rappresentano Bodhidharma (Daruma in giapponese; da pronunciarsi pressappoco dàruma, anche se in italiano viene spesso erroneamente pronunciato darùma), il fondatore e primo patriarca dello Zen. I colori più comuni sono: rosso (il più frequente), giallo, verde e bianco. La bambola ha un volto stilizzato da uomo con barba e baffi, ma gli occhi sono due cerchi di colore bianco. Usando un inchiostro nero, bisogna disegnare un solo occhio (a rappresentanza di un obiettivo che si vuole raggiungere); quando l’obiettivo viene realizzato, verrà disegnato anche il secondo occhio. Se però in un anno l’obiettivo non viene raggiunto allora il povero daruma dovrà essere bruciato.
Gru
La gru del Giappone, o gru dalla corona rossa (detta Tancho in giapponese), è un animale iconico del Giappone. La specie è simbolo di lunga vita, felicità e buona fortuna. Da tradizione si pensa che la gru del Giappone viva per 1000 anni per trasportare le anime in paradiso. Il primo origami che si impara è spesso quello della gru. Si piegano 1000 gru di carta e le si assemblano a ghirlanda per ottenere un oggetto porta fortuna di buon auspicio per i malati. Le gru sono anche simbolo d’amore e fedeltà poiché rimangono con lo stesso partner per tutta la loro vita. E chiunque veda le gru del Giappone, soprattutto durante la loro parata nuziale, rimane sorpreso dalla loro eleganza e grazia. Gli Ainu che vivevano sull’isola di Hokkaido prima dei giapponesi, le consideravano come divinità e imitavano i loro movimenti in una danza a esse dedicata.
